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Arrivo a Modica costeggiando una bellissima vallata, disegnata da un serpente argentato che scorre nel suo grembo iniettandole vita. Sole e vento si sono messi d’accordo per scaldarmi senza sciogliermi. Entro in città con l’eco di una sala prove nelle orecchie e il jazz s’impossessa dei miei passi. Questo posto puzza di musica.

Stavolta sono ospite di Luca, un collega fotografo. Luca pensa che io e Modica staremmo bene insieme e me la mostra rendendomi protagonista dei suoi scatti. Giochiamo a un-due-tre stella tra i labirinti barocchi e sopra ai solidi balconi sostenuti da grotteschi musi di pietra. Correre per poi fermare il tempo in una fotografia.

Una volta, dopo aver fatto l’amore come si deve con un ragazzo che conoscevo da poco, accesi la classica sigaretta che mi piace concedermi in certe occasioni e mi accorsi che era assorto tra i suoi pensieri. Gli chiesi a cosa stesse pensando e mi disse che era strano fare l’amore con me, si sentiva come se la mia intimità gli appartenesse. Allora ho iniziato a immaginare un quadruplice simposio in cui nell’essere perfetto c’è l’organo sessuale, l’anima, la testa e il cuore e la nostra missione sulla Terra è trovare tutti i nostri pezzi e forse congiungerli, indipendentemente dal loro sesso. Chris ha ancora la mia anima, questo sconosciuto la mia intimità. Mi mancano la testa e il cuore. Luca è un frammento di quest’immagine. I bordi della nostra personalità s’incastrano perfettamente. Insieme formiamo un immagine più grande, allarghiamo le nostre prospettive mentali a vicenda.

Non posso avere l’arroganza di pensare che la mia perfezione si trovi tutta in Piemonte, per questo viaggiare è fondamentale, e se non lo avessi fatto non avrei scoperto la Sicilia.

La Sicilia è una terra generosa ed elegante nel suo paesaggio, sia umano che naturale, e riesco a sfamarmi tutti i giorni per mano sua o dei suoi figli. Adoro fermarmi all’ombra di un maestoso pino marittimo o mettere i piedi a mollo nel mare mentre riprendo fiato. Dà ritmo alle mie giornate e mi piace scegliere con cura le cornici dei miei momenti di ristoro. Esplorando il mondo, passo per passo, centimetro per centimetro, ho il privilegio di scovare angoli straordinari, invisibili ai più. Non me ne ero mai accorta prima, ma le spiagge sono sempre affollate solo davanti ai parcheggi. Se si va oltre al limite della comodità capita di fare chilometri e chilometri senza incontrare nessuno.

Questi sono i posti dove mi piace fermarmi. I posti invisibili. Credo lo stesso facciano gli uccelli migratori. Chissà quali radure riescono a intercettare da lassù? Oggi ci siamo trovati a riposare insieme nella riserva naturale di Vendicari prima di riprendere ognuno le proprie rotte. Soli galleggiamo nel blu del mare che si confonde col cielo.

Hai la scimmia del viaggio?

Ottimo! a presto amico!