Tonnerre in francese vuol dire tuono e in effetti anche oggi c’è un tempo da lupi… 90 km di nuovo sotto l’acqua. Non veri e propri acquazzoni ma sono sufficientemente bagnata per essere strizzata come una spugna dalla mattina alla sera.

È già una settimana che sono in viaggio ed ho perso il conto dei km, so che sto rispettando la tabella di marcia che mi ero più o meno prefissata. Volevo essere a Cherbourg il 31, in tempo per il traghetto per Rosslare (non c’è tutti i giorni) e sono talmente convinta di farcela che prenoto il biglietto. Ora non posso sforare ma il tempo (non atmosferico) e chilometri sembrano essere dalla mia parte.

In questa settimana ho già notato il mio corpo cambiare, ora è raro che scenda a spingere, a meno ché non si tratti davvero di pendenze esagerate. Vado bene, sì, sono sempre un po’ lentina, ma non mi stanco mantenendomi sui 90/100/110 km al giorno (senza troppo dislivello). Ho ripreso confidenza con la strada ed ho anche riacceso la musica. Dicono che sia pericoloso mettersi gli auricolari mentre si va in bici e quindi la ascolto dalla mia cassa bluetooth portatile. Ovvio cosí la ascoltano anche tutti gli uccellini e quei rari passanti. Spero gli piaccia la mia playlist.

Non mi vergogno più a farmi beccare a cantare a squarciagola sotto la pioggia né dagli uccellini né dai passanti. Sto bene, mi diverto e se devono pensare che sia pazza, almeno sono una pazza felice e non rompo il cazzo a nessuno.

A me qualcuno oggi invece ci prova a romperlo. Dopo un bel tornante in discesa con in bocca “Love is a Losing game” in versione acustica di Amy ‘Winebar’ vengo fermata da un uomo che si mette a sventolare le braccia all’aria. Dice di aver finito la benzina. Apre il portafoglio, ha tanti biglietti da 500 di una valuta mai vista, mi chiede se glieli posso cambiare. La situazione mi sembra strana. Ci sono due macchine parcheggiate, lui e un’altra davanti, con altri due uomini seduti dentro. Cerco di analizzare in fretta la situazione prima di rispondere.

Come cazzo hanno fatto a finire la benzina tutte e due nello stesso punto? E se l’altra non l’ha finita perché non ci va lui a cambiare i soldi e a recuperare la benzina. Poi cosa se ne fa’ solo di soldi se non c’è un benzinaio intorno e soprattutto perché non ferma una macchina, io in bici di certo non posso andare a prendergli benzina e tornare indietro…

Gli dico che non ho soldi, che sono povera e che se vuole darmi da mangiare accetto volentieri un panino.

Mi guarda sconcertato e si sposta per lasciarmi passare.

Grazie.

Arrivo a Tonnerre verso le 18.30. Come tutte le città della campagna francese che ho visto finora non brilla di vita notturna  in questo periodo dell’anno e all’indirizzo dove dovrei essere ospitata c’è un cimitero. Oh cazzo, fatemi chiamare Tim Burton o Tiziano Sclavi che qui c’è materiale per una storia da brivido. Veramente da brivido, son tutta bagnata fa un freddo boia e docce calde al cimitero non credo ce ne siano. Ispeziono il perimetro del campo santo e mi accorgo che all’estremità orientale c’è un’abitazione. Suono il campanello e mi aspetto che Lerch, della famiglia Adams, venga ad aprire.  SI presenta invece una bambinetta che volendo potrebbe anche assomigliare a Mercoledì. Mi fa segno di entrare, mi stanno aspettando. Segna Tim.

Benoît che mi sta aspettando, quello che aveva risposto al mio appello su warmshowers, e gli altri due figli piccoli, una cena fumante, un letto morbido e la mia doccia calda.

Nessuno parla bene inglese in casa . Me la cavo con qualche sorriso ebete e tanti Merçi. In qualche modo raccontandogli la scenetta della benzina mi fanno capire che si tratta di zingari che cercano soldi –colleghi– e che ho fatto bene a non fermarmi.  Bene, l’omissione di soccorso non mi terrà la coscienza sveglia stanotte e sprofondo in un sonno più pesante di quello dei miei vicini….

Tonnerre 23/05/2016

CANZONE DEL GIORNO: Riders In The Storm, The Doors