Sì, la Svizzera sarà anche bella ma gli svizzeri sono antipatici… ah, i francesi sapranno anche fare bene le baguette, ma sono insopportabili, per non parlare dei tedeschi poi, e gli inglesi? Peggio che peggio.

Ho perso il conto di quante volte abbia sentito tali esclamazioni. Credo che l’italiano medio sia davvero convinto di essere nato tra i membri del popolo più simpatico e brillante d’Europa. Sicuramente abbiamo i nostri pregi, ma onestamente essendo entrata in contatto con tutti i famigerati “antipaticoni” sopracitati non sottoscrivo. Anzi.

Per esperienza personale non ne posso definire nemmeno un popolo “antipatico”. Nemmeno quello israeliano, nonostante simpatizzi per la causa palestinese e la maggior parte delle volte che ci si trova a parlare di politica con loro si finisca a litigare. –Magari non necessariamente antipatici, ma un po’ guerrafondai sì dai…

L’italiano a cui invece stanno tutti antipatici mi sta antipatico, lo ammetto. E la cosa più fastidiosa è che mentre parla di quanto sono sporchi gli inglesi perché non hanno il bidet o i francesi che si mettono le baguette sotto l’ascella, molto probabilmente non è mai stato né in Francia né in Inghilterra e anche se li avesse conosciuti personalmente non sarebbe nemmeno stato in grado di comunicare non parlando le lingue.

Io non posso dire di aver conosciuto la Svizzera avendola attraversata per soli tre giorni in bici, ma posso dire una cosa, secondo me, indice del grado di civiltà del paese. In 3 giorni in Svizzera ho contato 3, RIPETO 3, bottiglie d’acqua buttate al lato della strada. Quando viaggiavo in italia, ne contavo 3 dopo i primi tre passi e poi perdevo il conto.

Gli svizzeri saranno anche solo bravi a fare cioccolato e orologi ma hanno la democrazia diretta e non si sono fatti governare per vent’anni da un pornodivo con manie di grandezza.

Oggi lascio Losanna e mi dirigo in Francia, 63 km di salita sotto la pioggia ma non ho paura perché nel paese dei Rolex  c’è un rispetto per il ciclista che non avevo mai conosciuto. Su quasi tutte le strade esiste un’ampia corsia esclusivamente dedicata ai ciclisti e si può pedalare senza l’ansia di essere travolti ad ogni tornante.

Nessuno mi ferma alla dogana né all’entrata né all’uscita e mi salutano incoraggiandomi sotto la pioggia. So che non ci verrei mai a vivere, sono comunque troppo anarchica, ma per chi non lo è –tipo appunto l’italiano medio- non sarebbe bello avere un paese che funzioni, come il loro? Non potremmo cercare di imparare dai nostri vicini, invece di criticarne i cittadini senza alcuna precisa ragione?


Arrivo a VAUX ET CHANTEGRUE, in Francia, a casa di Florrian e Perrine. Hanno un figlio piccolo e uno in grembo. Sono a casa loro perché iscritti a Warmshower.org. Mi offrono un’ottima cena e mi fanno assaggiare il Comté, tipico formaggio locale. Perrine mi prepara anche un panino da portarmi dietro per l’indomani. Sono anche loro mondonauti e cicloviaggiatori e ora aspettano che nasca il secondogenito per ripartire. Mi dicono di stare attenta che in Francia non è come in Svizzera, poi si guardano e scoppiano a ridere dicendo, ma neanche come in Italia. “Se sono sopravvissuta a pedalare sulle strade italiane, su quelle francesi vai tranquilla!”

Speriamo.

E vado a dormire nel caravan che hanno parcheggiato in giardino sotto a una luna quasi piena.

VAUX ET CHANTEGRUE 19/05/2016

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Ottimo! a presto amico!