La miglior compagnia in viaggio? Sicuramente la mia bicicletta e buona musica!

La mia compagna di viaggio si chiama Falkor, proprio come il fortuna drago che porta in giro per Fantasia Atreyu nella sua missione alla sconfitta del nulla. Falkor, la mia bici, è il mio fortunadrago. L’unico problema che ho con il nome è che Falkor è un nome maschile per La Bicicletta, quindi ho deciso che Falkor sia un fortunadrago trans o ermafrodita che può anche essere chiamata la Falkor.

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La mia Terranova By Bressanbike:

  • telaio costruito su misura con tubazioni in acciaio columbus nivacrom custom x Bressan
  • forcella rigida in acciaio cromoly
  • serie sterzo su cuscinetti
  • attacco manubrio regolabile forgiato in lega sl
  • piega manubrio in lega multiposizione
  • reggisella in lega sl
  • sella brooks b 17
  • gruppo completo shimano 10×3 freni v brake
  • ruote fatte a mano con mozzi shimano xt raggi inox 2mm spaim cerchi mavic a 719
  • coperture Shwalbe marathon plus antiforatura
  • pedali flat in lega su cuscinetti

Sono contentissima di quest’assetto. L’unica cosa con la quale, in futuro mi piacerebbe sperimentare è un cambio Rohloff di cui sento solo parlare un gran bene, pur trattandosi di un bell’investimento (intorno ai 1100 Euro).  Mi dicono che la Rohloff  abbia un fantastico servizio clienti in caso di problemi e che almeno per 10 anni si dovrebbe pedalare tranquilli. Riguardo ai freni invece c’è chi predilige i freni a disco meccanici (quelli idraulici sono complessi da riparare da soli e troppo soggetti ai cambi di temperatura) perché effettivamente i v brake a lungo andare vanno a consumare i cerchioni. Personalmente però mi trovo meglio con i vbrake. Sulla mia bici precedente, la Grande, avevo i freni a disco meccanici, e mi ritrovavo a dover cambiare i “pattini”, o a riaggiustare i cavi dopo ogni lunga discesa, i v brake li sento più reattivi e duraturi.

Per il resto la Terranova è una bici solida e scattante, non è tra le più leggere dato che il telaio è d’acciaio ma tra i telai d’acciaio è sicuramente tra i più leggeri. Bressan con la sue esperienza e preziosa manodopera è riuscito a creare una bici assolutamente affidabile, in 5000 km, con un minimo di manutenzione giornaliera  (catena e pignone sempre puliti e ben oleati) non mi ha dato mai alcun problema, solo tante, tantissime soddisfazioni! 

Con il maestro dell'acciaio Roberto Bressan e il mio guro Dino Lanzaretti

Con il maestro dell’acciaio Roberto Bressan e il mio guro Dino Lanzaretti

COPERTONI, gli highlanders! Ne rimarran soltanto due  :

Non esiste scelta migliore delle coperture Shwalbe marathon plus antiforatura. Ho bucato una volta sola ma era inevitabile dato che mi si è infilzato dentro un chiodo spesso mezzo centimetro. Conosco gente che ci ha fatto sterrato in Africa per oltre 9000 km senza mai forare! Una garanzia!

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SELLA: Gel vs cuoio 

Per quanto riguarda la sella sono in tanti a pensare inizialmente che una bella sella in gel sia la scelta migliore. È economica, e subito comoda. Questo è verissimo, e se non si pianifica di fare lunghi viaggi può anche andare bene ma se l’idea è stare in giro un bel po’ allora il cuoio è l’unica scelta plausibile. La sella di gel, per quanto si adatti subito alla nostra conformazione fisica a lungo andare si consuma e ci ritroveremo con le chiappe appoggiate alla plastica dura e nuda a rimpiangere la nostra scelta. Una Brooks di cuoio invece sarà inizialmente scomodissima, e quando dico scomodissima intendo che per almeno il primo mese o due scendere dalla bici sarà un piacere quasi orgasmico (si possono limitare i danni con dei buoni pantaloncini imbottiti), ma una volta che si “ha sfondato la sella” (dall’inglese: brake into the saddle) ovvero che abbia iniziato ad ammorbidirsi e a prendere le nostre forme sarà più comoda del divano del salotto di casa dell’amico da cui dobbiamo sempre essere sbattuti fuori a forza. Una Brooks  costa intorno ai 90 euro, ma sono un investimento duraturo in salute sia fisica che mentale. Ps. anche esteticamente la Brooks ha il suo perchè!

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Ora che la bici è pronta, non ci resta che provarla e assicurarci che sia adatta alle nostre misure, regolare la sella e il manubrio in base alle nostre esigenze ed assicurarci di trovare una posizione comoda che ci permetta di pedalare per ore senza soffrire. Trovare l’assetto ideale a volte richiede settimane, e se per qualsiasi ragione ci capita di doverla smontare consiglio di utilizzare del nastro adesivo di carta per marcare con esattezza le posizioni corrette. Un ultima cosa fondamentale dato che siamo finalmente in possesso della bici dei nostri sogni è non farsela portare via! Per esempio io viaggio con un Kryptonite, uno dei migliori lucchetti in circolazione. Non è leggero, ma ho la sicurezza che per aprirlo chiunque accetti la sfida abbia bisogno di parecchio tempo. A me tocca a questo punto solo assicurarmi che non ne avrà, perché in qualsiasi situazione cerco di non lasciare mai la mia bici da sola per più di mezz’ora. Se dormo “indoor” chiedo sempre di portarla all’interno dell’abitazione o se dormo “outdoor” la lego a qualcosa nei pressi della tenda. (se non c’è niente la lego alle borse che sono legate tra loro all’interno della tenda.) 41mBBM7BkYL

Detto questo, ragazzi, se uno ha voglia di viaggiare e ha a disposizione solo la Graziella della nonna, l’importante è aver voglia di PEDALARE! Buon viaggio a tutti!

 

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