IL BAGAGLIO ideale del cicloviaggiatore: Carrello o borse?

Innanzitutto bisogna iniziare col dire che viaggiando si scopre veramente di cosa si ha bisogno quindi tutto quello di cui parlo in quest’articolo, è un “work in progress” che sicuramente andrà a mutare nel corso degli anni a venire, ma diciamo che ora, dopo circa 11.000 km in sella (6000 in Italia con la Grande, la bici di bambù e 5000 su Falkor, la Terranova, by Bressan) credo di aver trovato un ottimo rapporto sia con il mio mezzo che con quello che mi porto dietro e mi sento pronta a condividere le mie scoperte.

I PRO DEL CARRELLO:

  • Si può montare su qualsiasi bici. 
    Col carrello la necessità di avere una bici solida su cui montare le borse scompare, si può montare su bici più leggere, addirittura da corsa! La comodità del carrello è proprio che in realtà si può montare  su qualsiasi bici: le pieghevoli, mountain bikes, o appunto la graziella della nonna.
  • Ci si può portar dietro lo zaino
    Se nel tuo viaggio hai intenzione di farti tante camminate sicuramente avrai bisogno di uno zaino da metterti in spalla quando scendi dalla sella. Mettendolo nel carrello, ce l’avrai sempre pronto!
  •  Portarsi dietro bagagli ingombrantiIl vantaggio del carrello è che ci si può infilare dentro anche cose che nelle borse non starebbero, come per esempio i pali delle tende o anche una racchetta da tennis!
  • Una borsa invece che 4
    Ci si può affidare alla comodità di far star tutto in una borsa sola, magari addirittura un trolley con le ruote, invece che 4. Anche in caso di volo molte compagnie ormai fanno pagare per borsa e averne una sola può farci risparmiare!

 I CONTRO:
Il carrello rende la propria bici un camion a rimorchio a 3 ruote. Ci si allunga e se si va oltre ai 35 km/h in discesa si rischia di perdere il controllo (vissuto sulla mia pelle sudando freddo e terrore!). Questo comporta un utilizzo dei freni più frequente, rendendo più rapida l’usura sia dei freni che eventualmente dei cerchi se si usano v-brake. La manovrabilità essendo cosí lunghi è limitata e se bisogna prendere angoli stretti spesso tocca scendere. Sullo sterrato rende ulteriormente instabili e se ci troveremo ad attraversare pozzanghere o rigagnoli dovremo staccarlo e portarlo a mano dall’altro lato. Se per caso si perde la bandierina (come è successo a me)  le macchine potrebbero non vedere quanto siamo lunghi e venirci contro facendoci perdere l’equilibrio.  In fine il carrello è più costoso delle borse.

In ogni caso la scelta tra carrello e borse è assolutamente soggettiva e se si decide che preferiamo viaggiare a 3 ruote allora consiglio il Topeak che è pratico e in assoluto il carrello più leggero in commercio.

Personalmente io che li ho provati entrambi (il carrello per il giro di promozione di Walkaboutitalia  dato che mi dovevo portare in giro fino a 60 libri per volta per fare le presentazioni) opto e opterò a vita per le borse laterali, e le scelgo per una semplice ragione: SONO PIÙ COMODE PER PEDALARE! Con le borse si abbassa il centro di gravità rendendo la bici più stabile, si è più padroni della propria lunghezza, c’è meno rischio di sbandare in velocità e trovo che si soffra meno anche in salita. 

LE BORSE:

Per quanto riguarda quest’argomento posso solo continuare a consigliare le borse che uso io. Sinceramente non ne ho provate altre e non so se ne esistano di migliori, ma parlando anche con altri cicloviaggiatori sembrano essere dell’opinione unanime che le Ortlieb siano le borse sul mercato ad offrire il miglior rapporto qualità prezzo. Sono facilissime da montare e smontare, regolabili, impermeabili e resistenti.

 

ortlieb

come si vede in quest’immagine i due clip si alzano semplicemente tirando la “maniglia” verso l’alto e si agganciano ai portapacchi, e la parte inferiore è facilmente regolabile per essere agganciata sotto.

Io, per esempio, ne ho due grandi dietro, due più piccole davanti, una da manubrio sulla quale si possono montare anche le mappe o gps per averle sempre sott’occhio, e un borsone grosso legato sopra alle due posteriori. Il borsone non è Ortlieb ma MUSTO, ovvero una marca da vela. Mi è stato regalato da un amico per la mia esperienza in mare, ma essendo completamente impermeabile, ho pensato che con una corda elastica avrei potuto legarlo dietro alla sella senza problemi, ed ammetto che sia una delle mie borse più comode, essendo davvero molto ampia e nei momenti di fretta basta sbatterci tutto dentro e via. (È stata anche molto utile quando ho dovuto volare dato che oggigiorno molte compagni fanno pagare per ogni borsa e non solo per peso e ho potuto usare l’effetto Matrioska e infilarci dentro le altre)

Per non impazzire dopo tanti mesi di viaggio in bici credo sia fondamentale essere ordinati e sapere sempre esattamente dove si trova quello che stiamo cercando. Dato che effettivamente vivo per strada, mi trovo bene a dividere la mia casa ambulante in camere. (esattamente come facevo con il mio zaino quando andavo a piedi)

È fondamentale che quello che ci possa servire mentre stiamo pedalando sia facilmente raggiungibile, senza che ogni volta ci dobbiamo trovare a smontare tutto. Io, per esempio,  tengo “la cucina” (compresa di scorte alimentari, spugna e detersivo) nelle borse anteriori in modo che quando ho intenzione di fermarmi a cucinare basta aprirle, tirare fuori il fornello, la pasta o quello che mi serve e mettermi a spadellare al lato della strada o dove trovo da dormire la sera.

Nelle borse posteriori ci tengo il computer, i vestiti, la trousse da bagno e l’asciugamano in microfibra= guardaroba, bagno e ufficio. Solitamente suddivido queste due borse in base alla stagione. Mi porto comunque pochi vestiti e tengo quelli che mi saranno utili nel periodo interessato “vivranno” nella stessa borsa dell’ “ufficio” e del bagno in modo, che l’altra con la roba sporca e le cose che non penso di usare può anche rimanere attaccata alla bici.

Passaporto c’è, bici c’è, Mondonauta c’è, liquirizia Amarelli c’è e il bagaglio essenziale è pronto! Andiamo a inseguire l’estate!!!! 321 go! #theneverendingroad #darinkamontico #mondonauta #321 #go #travelstar #travelwriter #travelblogger #travelblog

Nella MUSTO, la camera da letto, tengo la tenda, il sacco a pelo, il materassino e le scarpe, essendo più voluminose e spesso sporche, preferisco tenerle separate dai vestiti. Infine nella comodissima borsa da manubrio metto tutto l’importantissimo a partire dal passaporto, al portafoglio, al kit di riparo per la camera d’aria, qualche anello di ricambio per la catena, il kit di utensili  che mi potrebbero servire per eventuali riparazioni, protezione solare, occhiali da sole, la macchina fotografica, il kindle, la luce da montare in testa quando il sole va a dormire,  il telefono e la batteria per ricaricalo “on the road”. 

Nei prossimi giorni entrerò nel dettaglio di cosa è strettamente necessario portarsi dietro! Se non vuoi perderti i miei prossimi articoli, registrati ora!