“Viaggiare è scoprire che il normale è diverso dappertutto” scrivo in Mondonauta. Viaggiare aiuta a scoprire che la normalità non è un concetto universale ma semplicemente creato dalle diverse società dislocate in giro per il pianeta. 

Per esempio gli Hakka, una “minoranza etnica” che vive sulle montagne nel Nord del Laos, credono che il male si nasconda nei figli nati gemelli, dunque se una madre ha la sfortuna di partorire dei gemelli questi gli verranno portati via e sepolti vivi. Se la stessa non se la sente di sentenziare la loro morte alla nascita dovrà cercare di scappare e portarseli via ma non potrà mai più tornare al suo villaggio d’origine.

Per noi questa è una visione medioevale, crudele e insensata. Per un Hakka è la normalità, come è normale avere una doccia in tutto il villaggio e non avere la televisione e ciò che è considerato “normale” raramente viene messo in dubbio, per quanto possa essere estremo.

Normale?

Normale, per un Hakka, è nutrirsi di quello che coltiva

Quanto dentifricio mettete sul vostro spazzolino? Io ne mettevo la lunghezza dello spazzolino intero, fino a quando mi sono chiesta il perché lo facessi e mi sono accorta che lo facevo solo perché nelle pubblicità del dentifricio ti fanno vedere che si fa così. I miei genitori probabilmente da piccola mi hanno insegnato a metterne la stessa quantità perché la pubblicità, anche a loro ha insegnato così, ma ovviamente chi crea le pubblicità che ti vendono un prodotto ha interesse a venderne il più possibile. Da quando un giorno, mezza addormentata, mi sono soffermata davanti allo specchio a chiedermi il perché e non credo di essere un genio per averlo fatto, ora ne uso neanche un quarto e miei denti sono puliti esattamente allo stesso modo. Il dentifricio ovviamente è una semplice metafora.

Il problema è che considerando quello che ci circonda nella nostra realtà quotidiana come “normale” abbiamo smesso di chiederci i perché.

Viaggiare aiuta a rendersi conto che non bisogna dare mai nulla per scontato proprio perché nella maggior parte del mondo le cose vengono fatte in modo diverso, per cui non esiste un modo “normale” o  “giusto” di farle. Tornando all’esempio precedente esistono cortecce di alberi come il Miswak che sono ancora oggi usate da molte popolazioni dell’Africa occidentale e che lavano i denti quanto spazzolino e dentifricio.

Il viaggiatore ha quindi un vantaggio enorme su chi non si sposta, ovvero vive sulla sua pelle la consapevolezza che la normalità non esiste e perciò gli viene spontaneo pensare fuori dagli schemi e formattare la sua programmazione iniziale o quantomeno iniziare a porsi delle domande. Se trovasse delle risposte credo abbia il dovere etico di condividere le sue scoperte. (In realtà credo abbia il dovere di condividere pure le domande… Ed è per questo che scrivo.)

E se noi “occidentali”, che abbiamo colonizzato mezzo mondo e imposto le nostre usanze su altri popoli, credendole “giuste” siamo proprio gli stessi che stiamo creando le condizioni per cui l’uomo non potrà più vivere su questo pianeta significa semplicemente che la nostra normalità non è sostenibile.

Andare in giro in macchine semivuote sempre, mangiare carne ad ogni pasto, creare montagne di spazzatura essendoci trasformati da cittadini in consumatori, sono tutte cose per noi adesso normali, eppure sono tutte cose che già tra una ventina d’anni o saranno sorpassate, vietate e viste come pura follia o non arriveremo a vedere i successivi venti.

Di recente ho visto il documentario di Leonardo Di caprio “Before the flood” (e consiglio a tutti non solo di guardarlo ma di farlo vedere ai propri conoscenti, figli e ai loro amici) e nel momento in cui Leo si siede a intervistare il presidente Obama (Vincitore del premio nobel della pace???) e parlano del futuro il presidente si preoccupa, certo, del fattore romantico che i figli dei suoi figli non potranno forse mai vedere la neve, poi il suo pensiero passa alla sicurezza dei confini statunitensi.

President Obama and Leonardo DiCaprio White House Twitter Photo (CR: White House/Twitter)

President Obama and Leonardo DiCaprio White House Twitter Photo (CR: White House/Twitter)

Ovvero si preoccupa del fatto che, una volta, che loro, gli americani (sì perché gli Stati Uniti sono i principali responsabili del riscaldamento globale!) avranno fottuto il pianeta, sommerso isole e nazioni intere, avranno i messicani o altri “poveri” del mondo che gli busseranno alla porta!  È ovvio che Obama non possa dire quello che pensi veramente. I presidenti delle nazioni più potenti al mondo non possono farlo, parlano in base a quello che gli consigliano le ricerche di marketing cioè espongono solo quello che è il pensiero comune.  Dunque la normalità in Nord America non è preoccuparsi di cambiare adesso che siamo ancora in tempo ad evitare la catastrofe ma pensare a come difendersi per quando, avendo continuato a difendere la loro libertà di consumare fino a scoppiare, gli altri, a cui avranno devastato l’ecosistema vorranno entrargli in casa.

Questo è normale.

In Italia invece è normale ammazzarsi di lavoro fino quasi a settant’anni e vivere di una pensione da fame per quelli che rimangono, essere vittime di una politica fine a se stessa, la corruzione, la mancanza di meritocrazia. L’impossibilità per un giovane di fare il lavoro che sogni. L’adattarsi o spostarsi all’estero. Lamentarsi. Guardare la televisione, non farsi domande, parlare di calcio o di figa, o di entrambi. Non avere piste ciclabili. Il maschilismo spesso perpetuato dalle donne stesse. La spazzatura, l’inquinamento, la mafia, l’omertà, l’accettare compromessi. Essere indietro, non utilizzare fonti d’energia rinnovabile, avere il paese più bello del mondo e violentarlo ogni giorno. Il razzismo, il pregiudizio. Non accettare il diverso.

 Ho scritto un libro intero che cita passo dopo passo le meravigliose eccezioni che ho trovato sul mio cammino di 3000 km da Sud a Nord, sono tantissimi e non li ho certamente conosciuti tutti, ma tutti quelli che mi hanno ospitato o che l’avrebbero fatto sono sognatori pieni di fiducia e speranza e per questo, in Italia, oggi, un’eccezione. Nemmeno loro sono normali.

Ogni tanto mi capita di leggere qualche commento acido sul mio blog dicendomi che “non sono normale” per quello che faccio o per come mi esprimo, ci tenevo a ringraziarli del complimento.  Grazie, ne sono orgogliosa!

Hai la scimmia del viaggio?

Ottimo! a presto amico!