Parto da Dole senza una meta ben precisa. È una bellissima giornata e pedalo tutto il giorno in maglietta e pantaloncini al lato di canali su stradine sterrate.

Per un breve pezzo sono sulla Euro Velo 6, che se sterzassi a Sud mi porterebbe fino al Mar Nero! Bellissimo! Prima o poi, ma non ora, ora devo proseguire sulla mia rotta a caso verso l’Irlanda.

I canali che costeggio a tratti si animano. Ci sono parecchie imbarcazioni abitate e alcune in movimento, addirittura una è una crociera.

Probabilmente la crociera più flemmatica del mondo. Anziani dagli occhi vitrei in pantaloncini  sorseggiano Pernod annacquato mentre le chiuse si aprono e fungono da torpidi ascensori per barche.

Vengo affiancata da altri pedalatori curiosi, mi chiedono dove vado, e mi consigliano tutti di fermarmi a Dijon, vale la pena dicono. In effetti inizio a risentire del male al culo e anche se ho pedalato per soli 50 km oggi sarebbe bello rendere onore alla mia salsa preferita spendendo almeno una notte nella capitale della mostarda.

Esco dalla ciclabile e mi butto in città. Un irish pub ha il mio integratore di sali minerali preferito e una connessione wifi. Mi ha risposto una coppia da warmshower a cui avevo scritto ieri notte e mi dice che sarebbero felici di ospitarmi. Perfetto, faccio un giro in centro ed entro accompagnata dalla Samba band. Adoro la samba band! Mi emoziono così stupidamente da questa entrata in grande stile che devo trattenere le lacrime. Mi staranno venendo le mie cose… 

Avevano ragione, Dijon è splendida, elegante, oggi piena di vita in questa bella giornata di sole. Fotografo Falkor in piazza davanti alla fontana, gli piace mettersi in posa per me e dopo un bighellonare a caso per le vie del centro cerco di individuare la location del mio nuovo letto.

Un’altra casa stupenda, un’altra famiglia meravigliosa, ciclisti orizzontali (quelle bici che si pedalano da sdraiati) tre figli, due fuori casa (io dormo nella stanza della figlia) e uno severamente andicappato con il quale solo genitori tanto amorevoli riescono a comunicare. Sono impossibilitati a viaggiare come vorrebbero per il figlio disabile e per questioni di lavoro ma viaggiano attraverso gli occhi di chi passa da casa loro. Gli porto l’esempio del mio caro amico Alessandro Bordini, un ragazzo cieco che ha fatto il giro del mondo da solo con il suo bastone. 90 paesi in 2 anni e mezzo di viaggio. Ovviamente Ale non l’ha fatto per andare a vedere i posti, ma per andare a conoscere le persone. Ospitando si può girare il mondo senza uscire di casa.

Sono conoscenze che arricchiscono, in tutti i sensi. Ci credete che da quando ho messo piede in Francia ho speso solo 5 euro? (in birra)

Dijon 21/05/2016

WARMSHOWER FOREVER!!! Sinceramente in tutti i miei viaggi precedenti ho utilizzato Couchsurfing, ma warmshower è specifico per i ciclo viaggiatori e sinceramente lo trovo MOLTO meglio di CS! Innanzitutto offre la possibilità di trovare “hosts” indicandoteli precisamente sulla cartina (funzione utilissima per chi viaggia lento e disabilitata da CS) e poi, quantomeno in Francia, si tratta sempre di viaggiatori o appassionati di viaggio, gentili ed educati e soprattutto pronti ad accoglierti con una doccia e un pasto caldo. Essendo loro viaggiatori in primo luogo conoscono i desideri di uno che arriva stanco da una giornata di strada.