Presumo che se siete finiti su questa pagina è perché anche voi avete intenzione di oltrepassare l’oceano in barca a vela. Se è così allora lasciatemi incominciare dal fattore più importante: è possibile. E la probabilità di successo è direttamente proporzionale alla vostra positività.

Sono consapevole che leggendo di fretta tra il miliardi di informazioni che avete trovato online  sull’argomento questa possa sembrarvi una banalità ma credetemi se non dubitate di voi stessi e delle vostre possibilità, se siete sufficientemente convinti che ce la farete andrà esattamente come vi siete prefissati.

Dunque, se la propensione a trovare il passaggio c’è, e questa potrete trovarla solo dentro di voi, ora con piacere posso condividere con voi tutti i dettagli pratici che ho utilizzato per portare a termine la mia missione e che potranno aiutarvi a raggiungere il vostro obbiettivo.

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L’importanza di essere al posto giusto al momento giusto.

Se, come immagino, avete fatto un po’ di ricerche sull’argomento saprete bene che il momento migliore per attraversare l’atlantico è da fine Ottobre a Marzo. I famosi “trade winds” (Alisei) che soffiano dalle Canarie verso Sud e poi girano verso ovest fino ai Caraibi fanno il loro lavoro tutto l’anno ma per evitare di incappare in un bell’uragano all’arrivo è consigliabile appunto aspettare che la stagione degli uragani sia volta al termine o quantomeno prevedere un arrivo verso la sua fine. Considerando che per il passaggio ci vogliano dalle 3 alle 5 settimane. Partendo all’inizio di Novembre i rischi diminuiscono sensibilmente.

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Il posto giusto può essere uno qualsiasi tra le Canarie e Capo Verde. Ovviamente anche qualsiasi altro porto di terraferma potrebbe fare al caso vostro, dipende da dove vi trovate al momento della vostra ricerca. In ogni caso la maggior parte delle imbarcazioni parte da un qualsiasi porto europeo e si ferma alle Canarie o a Capo Verde prima di attraversare, quindi per andare sul sicuro questi sono i luoghi ideali per iniziare a testare il terreno.

A Novembre da Las Palmas di Gran Canaria ogni anno parte l’ARC (ATLANTIC RALLY CROSSING) nel quale prendono parte almeno duecento barche per arrivare a St. Lucia a Dicembre. (e altre 80 per l’arc + che passa da Capo Verde). Le due settimane prima della partenza sono un vero e proprio evento in cui vengono organizzate feste e seminari per tutti i partecipanti. Questo può essere un buon punto di partenza. La Marina è estremamente accessibile a chiunque ed è facile bazzicare per i bar dove i velisti, l’equipaggio e proprietari delle imbarcazioni si godono le ultime birre fresche prima del grande viaggio. Dobbiamo ricordarci che molti di loro stanno preparando la traversata da una vita, che molto probabilmente hanno già organizzato tutto nei minimi dettagli e che difficilmente raccatteranno uno sconosciuto all’ultimo minuto, ma in ogni caso se dovesse succedere questo è il momento buono per esserci.

E anche se di solito non me la meno per certe cose ora vi do una di quelle dritte che non troverete da nessun’altra parte perché ho il gran piacere di comunicarvi che me la sono inventata di sana pianta.

DOVE DORMIRE?

Benissimo dunque, abbiamo la certezza che dovremo bazzicare su e giù per la marina a tempo indeterminato dato che non sappiamo se e quando troveremo un passaggio (ovviamente dentro di noi sappiamo che lo troveremo molto presto). Tutti si aggirano belli freschi con le loro magliette lavate e stirate con scritto equipaggio sulla schiena e con le loro carte magiche aprono tutte le porte, quelle dei bagni e quelle dei pontili, il vento non gli scalfisce l’acconciatura, nemmeno a forza nove e profumano sempre di patchouli e noi che non ci facciamo una doccia da una settimana e abbiamo il nostro zainone tenuto insieme con lo scotch in spalla sembra che veniamo da un altro pianeta. Come combinare due specie tanto diverse? Innanzitutto iniziamo dall’assomigliarci. Nella nostra ricerca ci serve un posto economico dove soggiornare che ci permetta di gironzolare alla marina tutto il giorno tutti i giorni. Di campeggi, per esempio, a Gran Canaria ne esiste uno a 40 km da Las Palmas (per me che ero in bicicletta completamente fuori portata dato che solo raggiungibile attraverso l’autostrada).

Nella mia ricerca ho scoperto con piacere che a Gran Canaria se si va all’ufficio del Cabildo ti vengono rilasciate delle carte per campeggiare in alcune zone montane prestabilite gratuitamente. Una bellissima iniziativa per chi ha tempo di giare l’isola! Ovviamente se siamo concentrati sulla nostra missione stare in montagna a 1500 metri sopra al livello del mare mentre ci vorremmo stare sopra non ci verrà d’aiuto.

Gli Ostelli a Las Palmas sono pochi e non sono dei piú economici (si parla di almeno 15 euro al giorno per letto). Ma la soluzione ce l’abbiamo già sotto agli occhi… Se dobbiamo stare alla marina perchè non cercare di affittare una barca? In tal modo entreremo anche noi in possesso della carta magica che apre tutte le porte, avremo tutte le ragioni di stare sul campo 24 ore su 24 e, per questo, un ottimo vantaggio sui nostri rivali. Sì, perchè essendo questo il posto giusto al momento giusto non saremo certo gli unici a cercare un passaggio!

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Per esempio io ho trovato una barca su Airb&b per 29$ a notte. Ho prenotato per una notte sola, ma una volta incontrato il proprietario ho proposto un prezzaccio per l’affitto della barca per un settimana. Eravamo in 2 e ce la siamo cavata con 10 euro al giorno a testa! Più economico di un’ostello e con tutti vantaggi del caso. Essendo le barche che prendo parte all’Arc davvero tante, alcune rimangono ancorate e per fare le scorte  o sgranchire le gambe a terra usano dei piccoli dinghy che ci passavano accanto dalla mattina alla sera. Ne abbiamo approfittato e messo un cartello direttamente sulla nostra barca che riprendeva la frase dello “lo squalo”: “We’re gonna need a bigger boat- 2 crew available for atlantic crossing call +0034….” Questo piccolo stratagemma ci ha portato sulla bocca dei partecipanti che passavano, si facevano una risata, alcuni si fermavano a far due chiacchiere o magari ci prendevano anche solo in giro ma di certo ha aiutato a spargere la voce.

Inoltre ho notato che sui pontili ci sono tantissime barche in vendita con i vari numeri di telefono, sicuramente provando a chiamarne qualcuno ci si può accordare su un affitto economico!

QUANTO COSTA?

Appena arriverete noterete passeggiando alla marina che di gente come voi ce n’è appunto parecchia e che ognuno ha fatto un suo bel poster e l’ha piazzato in tutte le bacheche di tutti i bar e ristoranti sul passeggio. La competizione è spietata, chi stacca i poster degli altri, chi li appiccica sopra al tuo quindi bisogna fare in modo di farne uno bello, visibile, che si distingua e verificare che rimanga appeso giornalmnte. Ricordiamoci che è davvero difficile che qualcuno abbia davvero bisogno di noi, moltissime delle imbarcazioni private “offrono” un passaggio per prezzi esorbitanti dai 3000 ai 10000 euro a testa e in ogni caso, anche pagando certe cifre si è comunque membri di un equipaggio e non si sta con il culo per aria. È ovvio che per il budget di un backpacker con certe cifre ci viaggia per mezzo decennio ma non possiamo nemmeno sognarci di trovarlo completamente gratuito. L’averci a bordo per un mese comporta una spesa e dobbiamo quantomeno essere preparati a pagare la nostra parte. Mangeremo tutti giorni, 3 volte al giorno, il minimo che possiamo offrire è la condivisione della spesa  (dai 10 ai 20 euro al giorno.) In ogni caso chi ci darà un passaggio a certe cifre lo farà più come favore personale perchè li avremo colpiti con le nostre capacità o con la nostra personalità e quindi è finalmente arrivato il momento di dimostrarla.

IL POSTER

Ne troverete parecchi, prendete spunto e cercate di fare di meglio. Non può mancare una bella foto sorridente. Se si ha esperienza nautica evidenziarla il più possibile. Ai velisti non gliene può fregar di meno se ci siamo fatti tutta l’italia a piedi, se abbiamo attraversato l’Asia in autostop, se suoniamo la chitarra meglio di Jimmy handrix o se rolliamo una canna ad occhi chiusi, senza mani, su un piede solo con un gallo che ci canta in un orecchio,  a loro eventualmente potrebbe servire qualcuno che sappia stare al timone, assettare le vele, magari che sappia cucinare, conosca qualche lingua, abbia un background medico o che, per esempio, non abbia una bicicletta al seguito o un grosso bagaglio.

Aver esperienza aiuta ma non è detto che non averla porti per forza a un esito negativo. Se non l’abbiamo sottolineare le altre capacità che abbiamo che possano essere utili a bordo. (anche fare video, montarli o fare foto può essere un requisito). Magari mettere il numero di telefono che si possa comodamente strappare dal poster e magari strapparne già un paio. (effetto psicologico, ah questa già interessa)

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IL CONTATTO UMANO

Questa è davvero la carta da giocare meglio. Non bisogna risultare disperati o insistenti. Sembra che loro lo sappiano che noi siamo li col fiato sul loro collo e spesso ci evitano di proposito quindi non importunateli. Se capita di farci due chiacchiere spontanee queste sono le occasioni migliori. Inevitabilmente si finirà a parlare di cosa stiamo facendo li, o su che barca siamo e allora è arrivato il momento di sputare il rospo. Non nego che sono in molti a tagliare corto dopo aver scoperto che non siamo  ancora “nel club” e ammetto che non sono in pochi gli snob tra i proprietari di yacht. D’altrocanto dobbiamo pensare che se accetteranno per almeno 3 settimane,  saremo confinati a vivere con loro in uno spazio di pochi metri lontani centinaia di chilometri da terra. Se ci snobbano non deprimersi ma considerare che non sarebbe piacevole comunque spendere un mese della nostra vita con un qualche snob, affossato dai pregiudizi, quindi sorridere, sorvolare che di lupi di mari veri ce ne sono, e non sono difficili da scovare. Se saremo fortunati troveremo delle anime gentili. Anche se non hanno bisogno di noi o non hanno posto offriamo di aiutarli a preparare la barca nei prossimi giorni, magari hanno amici, magari cambieranno idea, magari qualcuno ci vedrà al lavoro e ci vorrà a bordo della sua.

Considerare porti minori per ridurre la competizione

Quella di Las Palmas è una marina enorme e da qui partono davvero moltissime imbarcazioni ed è proprio per questa ragione che siamo in troppi a cercare un passaggio tutti gli anni. Donne da sole, uomini soli, coppie o anche amici cercano ma non tutti trovano. Non ci si può aspettare di essere immediatamente accettati ed è probabile che dovremo accettare alcuni compromessi (per esempio io mi sono tinta i miei bellissimi capelli blu di un castano “brava ragazza” per semplici ragioni di apparenza, ma purtroppo in certi casi anche questa conta). In ogni caso se per caso notiamo che le nostre speranze si affievoliscono proviamo a cambiare porto, a Gran Canaria ce ne sono altri, e altri ancora a Lanzarote e a Tenerife, dai quali tantissime altre imbarcazioni a cui dell’ARC non gliene può fregar di meno partono per magari destinazioni ancora più appetitose che St. Lucia.

Per spostarsi da un isola all’altra ci sono traghetti giornalieri con prezzi ragionevoli.

ricordiamoci che poi non sarà necessariamente semplice trovare altri passaggi dai Caraibi verso altre isole o verso il Sud America

Ricerca online 

Un passaggio importante, che consiglio a tutti, da compiere con mesi di anticipo è crearsi dei profili online su tutti i siti in cui equipaggio e i vari proprietari di barche si mettono in contatto.

Ce ne sono diversi, sia gratis che a pagamento di cui alcuni davvero attivi dove si trovano ottime opportunità. Ci sono coppie con figli che cercano altre coppie per condividere i costi. Chi cerca semplicemente due mani in più sul ponte, chi magari cerca l’opportunità di una storia romantica o una baby sitter. (Io quest’anno per esempio ho trovato ben 3 passaggi online!!! Uno da tenerife al Brasile con stop su tutte le isole di Capo Verde, uno da Lanzarote alla Martinica e uno addirittura gratis da Lanzarote alle Barbados- ps. in questo caso non avendone accettato nemmeno uno non so dirvi se fossero più interessati alla compagnia, all’aiuto a bordo, alla mia storia (raccontata nel mio originale profilo) o al semplice fatto che fossi donna, ma con uno di questi mi sono anche sentita per telefono e sembrava molto genuino e senza secondi fini)

Nella seguente lista condivido i siti con cui mi sono trovata bene dal migliore a scalare:

  1. https://www.findacrew.net
  2. http://www.crewbay.com/
  3. http://www.7knots.com/
  4. http://floatplan.com/
  5. http://oceancrewlink.com/
  6. https://www.crewseekers.net/

CASE SPECIFIC

Perchè non li ho accettati? la mia storia

Nel mio caso non ho accettato i passaggi che mi sono stati offerti perché poco prima di partire per questo viaggio ho trovato un compagno e difficilmente chi ha posto per uno, ha posto per due su barche di dimensioni medie/piccole e soprattutto due biciclette. Online poi abbiamo anche trovato una coppia che ci avrebbe incontrati e poi deciso se facevamo al caso loro ma sarebbero partiti a gennaio e noi, nel frattempo, abbiamo trovato una partenza che ci veniva comoda nel giro di una settimana.

Il nostro viaggio

Alla marina di Las Palmas abbiamo trovato un annuncio che presentava la traversata di una mercantile a vela da Tenerife alla Martinica per 3500€ a persona. Nonostante il budget fosse decisamente superiore a quello che eravamo pronti a spendere sia io che il mio compagno ci siamo entusiasmati all’idea del trasporto di merci ad emissioni 0 e gli abbiamo scritto, offrendo da parte mia di pubblicizzare il loro progetto attraverso i miei canali di comunicazione e il mio compagno, che è l’ideatore dei programmi Erasmus di sail training ireland, di metterli in contatto con l’organizzazione e di eventualmente considerarli per il loro progetti futuri e 500€ a testa. A due giorni dalla partenza l’Avontuur, aveva ancora due posti liberi e il bisogno disperato di riempirli essendo un imbarcazione di 44 metri a cui serve un equipaggio completo per la traversata, ci rispondono subito dicendo di accettare la nostra offerta di buon grado! Ed è così che questo articolo lo scrivo da in mezzo all’Atlantico! (dopo una settimana e mezza senza vento in cui ci siamo spostati di solo 200 miglia..)

IMPORTANTE:

IL passaggio atlantico non è uno scherzo. Può durare dalle 3 alle 6 settimane. Il tempo non è prevedibile e può capitare di non avere vento per giorni o settimane, di incappare in qualche tempesta tropicale o peggio. Se l’imbarcazione o il capitano con cui vi siete concordati non vi danno fiducia LASCIATE PERDERE e cercatene un altro. C’è a rischio la vostra vita. Inoltre se non avete esperienza in mare per quanto l’idea della traversata atlantica sia avventurosa, romantica, unica, da raccontare ai nipoti, un viaggio d’altri tempi, etc etc. si tratta di duro e serio lavoro in uno spazio ristretto, a strettissimo contatto con sconosciuti per tutta la durata del viaggio. NON AVRETE UN MINUTO DI PRIVACY e dovrete rendervi utili in ogni modo possibile. Insomma se non siete convinti che sia un esperienza consona alla vostra personalità ci sono metodi più economici, veloci  e rilassanti per passare dall’altro lato, anche senza voler prendere aerei. Per esempio se non avessi trovato un passaggio stavo considerando l’oppurtunità d’imbarcarmi su una crociera in riposizionamento e ne avevo trovata una per 200€ da Lisbona al Brasile e un’altra da 300€ da Las Palmas a Santo Domingo!