Grazie all’aiuto di un caro amico di sempre, anche se con poco preavviso, siamo riusciti ad organizzare un piccolo saluto davanti al comune di Baveno, un oretta di chiacchiere, incoraggiamenti, raccomandazioni ed abbracci per farmi partire carica, poi son passata un attimo dalla mamma a mangiarmi un insalata e a salutarla di nuovo e viaaaa!!! Verso le 14.00 sono in strada su una bicicletta nuova, l’ho chiamata Falkor, come il fortunadrago della storia infinita perchè la nostra missione è sempre la stessa: sconfiggere il nulla e liberare i sogni.

Oggi dobbiamo pedalare per circa 65 km fino a Varzo e circa 600 metri di dislivello, non sono assolutamente allenata e negli ultimi giorni ho sentito i soliti: cosa hai fatto per prepararti? Anzi, avendo messo su qualche chilo nei miei quattro mesi di ritiro in Sicilia gli scomodi “dunque cosa hai intenzione di fare per metterti in forma per questo viaggio?” Beh la teoria è sempre la stessa, non credo ci voglia il fisico adatto a compiere certe imprese, piuttosto il fisico si adatta alle nostre gesta giorno dopo giorno. Come si era perfettamente adattato all’amaca di Ustica ora si adatterà al sellino.

Come al solito alla partenza di un viaggio con una bici nuova mi devo adattare al mezzo e come al solito ho paura della sua altezza, quindi anche se le falcate saranno ridotte preferisco abbassare il sellino di un paio di centimetri ma sfiorare con i piedi per terra. Sono anche molto carica di cose inutili, ma sto andando in Irlanda dove rimarrò per qualche mese quindi un minimo di cose non strettamente da viaggio mi serviva portarle.

In qualche modo considero questa prima tratta “Baveno-Dublino” come un’esperienza educativa, e avrò tutta l’estate per mettere a punto il bagaglio essenziale appropriato.

A Varzo, tramite un amica, ho trovato ospitalità gratis all’Hotel Sempione. Davide che ha preso in consegna il testimone in questa staffetta della fiducia m’invita a una più che gradita cena. Verso mezzanotte crollo nel letto cercando di non pensare a cosa mi aspetta domani….

Varzo, 15/05/2016

Nonostante sia di casa in queste zone sono sempre arrivata al Sempione prenderndo la superstrada e non avevo mai visitato Vogogna che è veramente splendida e merita uno stop! Anche il centro storico di Domodossola è molto carino
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