Coronavirus, dati alla mano: Marc Lipsitch (epidemiologo del Centro per dinamiche sulle malattie trasmissibili di Harvard ) sostiene che tra il 20 e il 60% popolazione mondiale prenderà il coronavirus. Siamo 7.7 miliardi, Se facciamo una media tra le sue previsioni e calcoliamo che il 40% si ammalerà, questo vorrebbe dire che nei prossimi mesi (o più) ci potrebbero essere oltre 3 miliardi di contagi. 

CATTIVA NOTIZIA: Se, come sostiene il WHO (organizzazione sanità mondiale), il tasso di mortalità del COVID-19 è davvero del 3.4% parliamo di 104.720.000 di morti. (il 3.4% è basato sul numero di contagi conosciuti al momento e i morti, quindi fattori come l’età media di una popolazione specifica o la funzionalità del sistema sanitario di un paese specifico non sono considerati e saranno fattori determinanti nei mesi a venire)

BUONA NOTIZIA (in prospettiva)

Se uno si sente dire: “si pronostica che il Coronavirus farà più di 104 milioni di morti” va, giustamente, in panico.104 milioni di morti sono sostanzialmente molti di più di quelli falciati dalla seconda guerra mondiale o dall’influenza spagnola.

Insomma si parla di un’epidemia di proporzioni catastrofiche. Ora però cerchiamo di mettere questi dati in prospettiva.

L’influenza Spagnola seminò dai 17 ai 100 milioni di morti. Lo so, i dati non sono molto precisi, ma si parla del 1918. Per giustizia di calcolo facciamo una media tra i due dati, quindi 58,5 milioni di decessi su una popolazione di 1.8 miliardi, ovvero il 3.2%.

La seconda guerra mondiale ha causato dai 70 agli 85 milioni di morti  e siamo sempre intorno al 3% della popolazione mondiale di 2.3 miliardi del 1940.

CONCLUSIONE:

Secondo l’università di Oxford nel 2019 ci sarebbero state circa 60 milioni di morti globalmente, di cui circa 6 milioni per cause polmonari o infezioni respiratorie (WHO). Il mio calcolo è questo: 60 milioni – 6 (che sarebbero probabilmente deceduti ugualmente) =54+ 104 di virus = potenzialmente nel 2020 il pianeta potrebbe raggiungere i 158 milioni di morti. (anche se chiaramente i 104 sono solo una previsione che potrebbe non verificarsi, o essere spalmata su un lasso temporale più lungo)

La stima di nascite per il 2020 è di circa 140 milioni. Questo vorrebbe dire che se tutte le previsioni elencate accadranno, per la prima volta dalla “morte nera” (peste bubbonica- che solo in Europa ridusse la popolazione dal 30 al 50%!!!)  del 1300 la popolazione mondiale per l’anno 2020 andrà (leggermente) in rosso.  (invece di crescere secondo il trend degli ultimi anni del 1 erotti per cento, diminuiremmo dello 0.23%)


 


È giustificato chiedersi ora: “ Cosa caspita c’è di positivo in tutto ciò se ci sarà un totale di morti addirittura superiore a quelli sterminati dalla peste?

Direi che è una domanda più che lecita, e forse la mia risposta potrà sembrare cinica ma in termini puramente matematici credo sia fondamentale mettere questi dati in prospettiva. Per quanto male possa andare globalmente, nonostante certamente è vero 104 milioni di morti sono tantissimi, su scala mondiale si tratta dell’1.35% della popolazione. Non il 3% della spagnola, della seconda guerra mondiale né il 30 % della peste.

In termini pratici parliamo di una possibilità e quasi mezza che quest’anno tra cento persone che conosciamo una di loro perda la vita a causa del COVID-19. Tantissimo, troppo, triste, inaccettabile ma 1.35 è meglio di 3, e molto meglio di 30. E se vogliamo trovare qualcosa di davvero positivo sul 2020 che si prospetta davanti a noi è la riduzione di emissioni di anidride carbonica, fondamentale per la nostra sopravvivenza a lungo termine su questo pianeta. (anche se probabilmente solo temporaneamente e con il rischio che cresca doppiamente nel futuro prossimo) 

Non è mai bello quantificare il dolore in numeri, ma se questo è davvero il nostro inevitabile futuro, credo sia fondamentale studiare questi numeri per ridimensionare il panico generale scatenato dall’epidemia, il quale, secondo la mia modesta opinione, potrebbe potenzialmente causare più problemi dell’epidemia stessa.

La questione allarmante che secondo me traspare da quest’epidemia è che il nostro sistema liberista ha privilegiato la finanza sopra la salute, l’ambiente e fondamentalmente la natura umana. (a dimostrazione di ciò per esempio i tagli dei 37 miliardi alla sanità pubblica, 70mila posti letto, la chiusura di 359 reparti e 43mila dipendenti degli ultimi 10 anni in Italia) e saremo noi comuni cittadini a pagarne le conseguenze. 

Per questo è importantissimo seguire attentamente le indicazioni dei decreti del governo in questi giorni, il contagio sembrerebbe essere inarrestabile, l’importante è non ammalarsi tutti insieme, semplicemente non avremmo le risorse per curare tutti allo stesso tempo. 

Come diceva “Littlefinger” nel Trono di Spade, Il caos è una scala e sicuramente c’è e ci sarà chi vorrà risalirla traendo vantaggio da questa situazione. Occhi aperti e basta spendere centinaia di euro in amuchina, (lavarsi le mani frequentemente e per almeno 20 secondi è sufficiente + evitare di toccarsi il volto) scappare al sud  (esportando il virus in tutta italia)  o comprare le mascherine se non si è già ammalati, c’è gente che ne ha sicuramente più bisogno di noi. (il WHO consiglia di utilizzarle solo in caso si sia già affetti dal virus o se ci stiamo prendendo cura di un contagiato)

Prendiamo quest’anno per staccare la spina e approfittiamone per passare più tempo nella natura, a distanza di sicurezza uno dall’altro.

È una lezione severa, severissima, ma spero che l’umanità non se la dimentichi e che ritrovi i valori che l’economia, la finanza, la borsa, le banche, il mercato azionario, lo spread, le rate, gli interessi e tutti i lavori inutili che derivano dallo spostamento di capitali a destra e a manca ci hanno fatto dimenticare. I soldi non si mangiano né si respirano.